
Introduciamo questo progetto, realizzato a Pizzolungo, dagli Architetti Giovanni Lucentini e Marcello Calà, utilizzando le loro stesse parole, perchè ci sembrano le più adatte per parlare di un progetto tanto complesso, soprattutto al livello sociale.
L'architettura può funzionare senza preconcetti? Questa era la domanda di guida attraverso il quale abbiamo cercato di delineare il quadro del realismo architettonico. Inizialmente, questa domanda è cresciuta di interesse per una idea, una volta già sperimentata per l'arte israeliana, cioè, che la modernizzazione straniante può essere contestata da un realismo sociale [ist], che si immagina e si intreccia con i moti popoliari e che rappresenta un pubblico nuovo. Da un altro punto di vista, il realismo è apparso rilevante per noi come un approccio che pone la reazione alle condizioni reali alla base del suo funzionamento. Queste idee, che l'architettura può svolgere un ruolo nell'influenzare gli eventi pubblici che oltre a lavorare in maniera non mediata del mondo, sono stati messi in una nuova luce nella scansione di eventi a cui stiamo assistendo di recente. Dalla statua di Pearl Square nel Bahrain demolita, al riappropriarsi degli spazi modernisti di Bengasi, l'architettura è stata spinta alla ribalta ed è diventata sia il campo di battaglia sia l'arma per ripensare la politica. È stata costretta, in altre parole, nel reale. Questo Realpolitik spaziale è il luogo attorno al quale la proprietà dei testi di questo numero trimestrale descrive il problema: mentre Junya Ishigami concepisce la sua pratica artistica come "architettura Piccolo" di un flusso invisibile di forze, Yanai Toister ricostruisce le Repoliticizes della parte esterna all'interno dello spazio della galleria. Come Nir Rothem Espone la resistenza-attiva, un unicum nella logica delle strutture anti-missile nel sud di Israele, Almin Pršić scorci di distruzione totale in un contesto balcanico. E mentre Els Verbakel vede nella storia dell'architettura un potenziale per la creazione e la liberazione di spazi urbani, Neeraj Bhatia estrae dal suo articolo un monito contro l'ordine totalizzante realizzato dai tecnici. Forse, come Gideon Ofrat suggerisce in questo numero, gli architetti del reale non esistono ancora. Tuttavia, in un momento in cui l'architettura cessa di agire come un semplice sintomo, e serve a forgiare la lotta sia contro le città sia contro l’amministrazione pubblica, il compito di questi architetti è già delineato a diventare più urgente e più reale, rispetto a prima.

Il progetto già in fase di cantiere per il parco della memoria di Pizzolungo dopo avere vinto il concorso omonimo a gennaio, ha vinto un World Architecture Community Award ad Aprile ed è stato selezionato dopo una partecipazione ad un bando internazionale dal sito www.bezalelarchitecture.org sito ufficiale della facoltà di Architettura (accademia) di Gerusalemme il 23 luglio 2011.
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