|
L'ampia mostra, che inaugura il 18 febbraio alle 18:30, comprende lavori prevalentemente realizzati con procedimenti fotografici, digitali e di stampa industriale ma anche, in alcuni casi, costituiti da oggetti consumati e dismessi usati dall'artista come feticci a cui dare nuovo senso. Elemento comune è il riferimento costante alla realtà, mai manipolata nei suoi dati di partenza, sempre riletta in una chiave capace di rivelarne le anomalie, le storie nascoste e cadute nell'oblio, le assurdità. Nei suoi viaggi di esplorazione della realtà, Berti predilige situazioni di marginalità sociale che per propria natura sono cariche di potenzialità sovversive del senso comune.
Dallo sguardo ravvicinato a questi microcosmi nascosti escono opere di arte visiva senza retorica, in cui è possibile ascoltare la voce dei protagonisti senza inutili filtri ed in cui è evidente l'assenza di ogni intento ammonitore, né tantomeno moralizzatore, da parte dell'artista. Berti si propone quindi come strumento capace di riflettere e amplificare queste storie minori, portandole ai nostri occhi e alle nostre orecchie.
Via via sfilano paesaggi anonimi che si rivelano essere scenari di delitti consumati molto tempo fa, gli edifici delle ambasciate somale abbandonate al loro destino nel '91, scorci di viali torinesi che celano inattese antropologie esotiche, i volti degli attori di secondo piano del cinema italiano a cui la sorte ha riservato una fine orrenda. E poi bagagli smarriti sui treni, i calchi di arti amputati, lotti di arnesi da scasso sequestrati ai ladri e messi all'asta dall'autorità giudiziaria, la grande foresta degli alberi di natale dismessi.
Infine momenti in cui la parola prende il sopravvento, come l'autoritratto acustico della giovane africana intenta a raccontare gli eventi che hanno lasciato una traccia sulla sua pelle, o il viaggio di Ferko e Martinka verso il villaggio ceco di Lety, luogo simbolo dell'Olocausto Rom. Vertigine del Reale è l’occasione per fare il punto su di un’opera tra le più interessanti del panorama artistico contemporaneo. Per la prima volta vengono accostate tra loro opere che sono state finora esposte singolarmente e che, da questo accostamento, ricevono ulteriori chiavi di lettura e interpretazione.
La mostra è visitabile con ingresso gratuito dal giovedì alla domenica dalle 15:30 alle 19:30, fino al 1 aprile.
La mostra Vertigine del Reale, a cura di Gabriele Tinti, è organizzata da Fuorizona ArteContemporanea in collaborazione con il Museo Omero, anche al fine di renderla accessibile al pubblico non vedente.
È realizzata con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Ancona e con il supporto di Abet Laminati Spa, Banca dell'Adriatico, Unipol Assicurazioni e NonSoloStampa.
Accompagna la mostra un catalogo edito dalla Umberto Allemandi & C. con un testo critico di Luigi Fassi.
Bookmark
Email This
Hits: 613 Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|
Cerca
Categorie
ultimi commenti
tags
alessandro passerini
amianto
ancorna
arte
arte araba
arte e cosmo
biennale 2011
bios vincent
borsellino
camerata picena
capaci
caposella
collettiva
collettivo tm15
cristiano carotti
elefanti
elisa mucchi
falcone
ferrara
giannone
il faro verde
label201
lisa wade
mafia
marconi27
michela malisardi
migliarino
mila bonvicini
mondo arabo
mostra
paola occhi
parigi
personale
planeten
rebecca agnes
sgarbi
sing sweet song of conviction
specie bandiera
urbanica
urbanica festival





Grazie , mi sono iscritto e sto partecipando a...
