Ancora un rinvio per il via libera della giunta comunale di Milano alla retrospettiva a Palazzo Reale dell'artista Maurizio Cattelan, che prevede anche l'installazione di un gigante dito medio in piazza Affari, davanti alla Borsa, che ha dato però parere negativo. Il sindaco Letizia Moratti ha deciso di lasciare nel cassetto la delibera che deve autorizzare il prossimo settembre l'arrivo delle opere dell'artista nel capoluogo lombardo. «Con l'assessore Finazzer stiamo studiando delle soluzioni», si è limitata a dire Letizia Moratti, che deve fare anche i conti con la fiera opposizione di un suo assessore, il cattolico Carlo Masseroli.
Dal canto suo il responsabile alla cultura del Comune ha continuato a mostrare ottimismo sulla soluzione di un caso che da settimane crea imbarazzo nella giunta milanese: «Il sindaco e la giunta sono convinti ad andare avanti», ha affermato Finazzer Flory, «e ora vogliamo che anche la Borsa si convinca della bontà dell'operazione. Ricordo che la piazza è pubblica e la Borsa rappresenta sì valori di Milano come la democrazia e la libertà, ma non è in senso stretto un'istituzione: è una società privata e sono certo che comprenderà il significato vero di questa operazione, cioè una domanda sui nostri pregiudizi e un modo per non prendersi troppo sul serio».
Per l'assessore alla cultura, la scultura non è un messaggio contro la Borsa, ma è la dissacrazione della ideologia nazista e del suo simbolo, il saluto romano. «La scultura non è un dito medio», ha spiegato Finazzer, «ma una mano con le dita mozzate che richiama a una delle ideologie del Novecento coeva all'età in cui piazza Affari è stata realizzata».