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![]() Pelle camaleontica del paesaggio urbano, i graffiti sono una forma di espressione effimera: cambiano, sbiadiscono, vengono cancellati e ricoperti. Ma c’è chi ha pensato a come preservarne la memoria storica. Parliamo di Graffiti Archeology. Il sito è una piattaforma che si pone come primo obiettivo la creazione di una timeline cronologica attraverso cui sia possibile ricostruire l’evoluzione dei graffiti in un periodo di 10 anni, fotografando ciclicamente i muri di alcune città (fra cui New York, San Francisco, Los Angeles). Utilizzando l’interfaccia, il visitatore visualizza layer aggiuntivi di graffiti che andranno a sovrapporsi sullo stesso muro. Il risultato è un quadro evolutivo del graffito per come si è sviluppato nel corso del tempo. È inoltre possibile, come spiega Cassidi Curtis (fra gli ideatori-sviluppatori del progetto), scegliere il layer più recente e scavare nel passato. Graffiti Archeology è partito nel 2005 e intorno alla piattaforma si sono raccolti numerosi artisti e fotografi che ne aggiornano i contenuti: un luogo prezioso per gli amanti del genere, ma anche per storici e studiosi.
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